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		<title>I PROBLEMI DEL NUOVO</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 08:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facilitazione]]></category>

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<p>Il processo di innovazione coinvolge la realtà aziendale nel suo complesso, una realtà che è fatta prima di tutto di persone. Le persone si confrontano con l’arrivo del nuovo sperimentando inizialmente il lato più “scomodo” di questo processo, e cioè i cambiamenti che tutto ciò potrebbe portare nella loro vita quotidiana. Il cambiamento può presentarsi nei suoi migliori aspetti e comunicare tutte le possibilità e i benefici che può procurare, ma dopo un primo, facile avvio accade spesso che in poco tempo la Vision del cambiamento venga gradualmente persa di vista e ci si focalizzi sulle difficoltà del progetto.</p>
<p>Non si tratta di un difetto nella fase di presentazione o di comunicazione , è al contrario un aspetto un pò “fisiologico” del cambiamento. I vecchi schemi di comportamento, siano essi pratiche di lavoro consolidatesi nel tempo, o modi di concepire il proprio lavoro e i propri obiettivi, sono infatti una realtà quotidiana a lungo e duramente costruita, sulla quale si può sempre contare e nella quale si ritrovano le certezze di ogni giorno. Un discorso che vale non solo per il singolo ma anche per i valori dell’azienda. Anzi “consolidare” è proprio l’imperativo di ogni nascente impresa che si voglia avviare con sicurezza verso il futuro.</p>
<p>Portare il nuovo significa necessariamente cambiare un pò gli schemi e quindi la piccola realtà nella quale ognuno vive. Sarebbe inutile mascherare la cosa fingendo che il nuovo non comporti alcun cambiamento, per renderlo meno incerto.Incertezze e i timori ci sono, il problema è sorpassare le difficoltà e riflettere sui benefici che può dare. E allora si potrà comprendere che essi superano sempre di gran lunga le momentanee complicazioni.                                                                                                                                                              Ma fare questa riflessione non è così automatico: è necessario sostenere le persone in questa direzione.Essa in sostanza ha bisogno di capire perchè dovrebbe “rischiare” un poco per potersi mettere di fronte ad una sfida. Che cosa si può guadagnare da questo impegno? Il coaching si occupa principalmente di affrontare queste tematiche con delle sessioni di gruppo o personali. Il facilitatore hr invece agisce in questa stessa direzione lavorando all’interno del sistema, direttamente in azienda e facendo leva sul quotidiano.</p>
<p>Il modo migliore per superare i primi ostacoli è entrare in contatto con la pratica e coinvolgere le persone. Questo aiuta a superare le paure iniziali perchè elimina la sensazione di sentirsi come spettatori passivi di un processo ancora sconosciuto. Fino a quando non si ha esperienza diretta di ciò di cui si sta parlando ogni dubbio è possibile, mentre iniziando gradualmente ad entrare in confidenza con la nuova realtà, le nuove pratiche di lavoro e soprattutto la nuova filosofia, si fa propria l’esperienza del cambiamento. Così il facilitatore sostiene le persone nel loro percorso di crescita professionale e personale affiancandole passo dopo passo nel quotidiano. Allo stesso tempo restando a contatto con la realtà aziendale impara a conoscere punti di forza e fabbisogni delle persone, difficoltà ed opportunità, per sostenerle e incoraggiarle nelle sviluppo dei propri punti di forza e nel lavoro sulle aree di miglioramento.</p>
<p>In questo modo arricchisce il progetto di cambiamento con le caratteristiche delle persone, della cultura e dei valori di cui si fanno portatori, rendendolo su misura e compatibile con chi ne è destinatario e trasformandolo in una reale opportunità per tutti.</p>
<p>Oltre a questo ruolo di trait d’union il facilitatore rappresenta una vera e propria dimensione del cambiamento, e cioè la centralità della persona che è la vera attrice fondamentale. L’innovazione non può essere racchiusa in un sistema astratto da impiantare sistematicamente nelle aziende, è qualcosa di più difficile: è una realtà alla quale progressivamente dare vita e questa azione deve innanzitutto essere fatta dalla persona stessa.</p>
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